Taccuini di Luce n.2/Febbraio 2026

Taccuini di luce nasce come uno spazio da attraversare con calma.
Per ora è sfogliabile in poche pagine, essenziali.
Più avanti potrà aprirsi, stratificarsi, accogliere narrazioni più avanzate, immagini e testi che richiedono tempo e attenzione.

Non è un formato fisso.
È un processo.

Per tutto il 2026 sarà il bianco e nero a dominare.
Una scelta precisa: togliere il superfluo, restare sull’osso, lasciare parlare la luce, i corpi, le distanze.

Ma febbraio fa un’eccezione necessaria.

Il Carnevale di Rio non si lascia spogliare.
Chiede colore, chiede eccesso, chiede pelle, ritmo, contraddizione.
Ci sono storie che hanno bisogno del rosso, dell’oro, del blu elettrico per essere vere.

Un passo alla volta.
Senza accelerare.
Sapendo stare.

Anche quando la luce esplode.

 

Taccuini di Luce n.1/gennaio 2026

Con la newsletter di gennaio inizia un nuovo percorso.

Taccuini di luce nasce come uno spazio da attraversare con calma.
Per ora è sfogliabile in poche pagine, essenziali.
Più avanti potrà aprirsi, stratificarsi, accogliere narrazioni più avanzate, immagini e testi che richiedono tempo e attenzione.

Non è un formato fisso.
È un processo.

Per tutto il 2026 sarà il bianco e nero a dominare.
Una scelta precisa: togliere il superfluo, restare sull’osso, lasciare parlare la luce, i corpi, le distanze.

Un passo alla volta.
Senza accelerare.
Sapendo stare.

Taccuini di luce n.5- Novembre/2025 “Sottovoce prima che la pietra risponda”

«Il mare d’inverno non posa: si offre così, nudo, tra ruggine e luce che si arrende al freddo.”

Ci sono mesi che non hanno bisogno di fare scena per farsi sentire.
Novembre è uno di quelli: la città si svuota, il passo accelera, e tutti cercano solo un posto caldo dove rientrare.
Il mare, invece, resta lì. Freddo, diretto, senza la vanità dell’estate.

E mentre gli altri tirano su i colletti e scompaiono, io vado verso il molo.
Il mare d’inverno non consola, non intrattiene, non ammicca.
È sincero.
E la verità, si sa, non piace quasi mai a chi ha fretta.

Questa immagine nasce proprio da quel freddo: il molo tagliato dal tramonto, attraversato da un vetro che spezza la luce come farebbe il vento quando cambia all’improvviso.
Il mare dietro non si fa bello: resta scuro, fermo, quasi testardo.
Eppure è lì che parla più forte.
In quelle schegge di riflessi che ti chiedono:
«Hai davvero guardato?

Per chi ama collezionare parole e immagini, per chi sfoglia ancora con le dita e conserva in una cartella i propri taccuini preferiti:
qui puoi scaricare il PDF completo di questo numero di Taccuini di luce, in una veste grafica pensata per essere letta, stampata o semplicemente custodita.

👉 Clicca qui per scaricare il PDFNOVEMBRE 2025

Il file contiene immagini e testi originali.
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